È il 29 gennaio del 2026. Ha
nevicato nei giorni scorsi, fa freddo, il meteo promette bel tempo e scarso
vento. È un buon momento per regalarmi una giornata di sci.
Ho preso l’abitudine, quando sorge questa voglia repentina non seguita da pari voglia di pellare, di andare a Prali. È un posto che mi regala sapori d’altri tempi, una stazioncina di sci che sembra vivere in un’altra epoca, tariffe incluse, ma andiamo con ordine.
La Val Germanasca si stacca repentina dalla bassa Val Chisone, si arrampica fra pareti selvagge e scure, bucate da storiche cave di talco. Cave antiche oggi rimodernate, raccontate dall’ Ecomuseo dello Scopriminiera. Poco sole da queste parti, soprattutto d’inverno. Ci ho lavorato in questa valle, davvero tanti anni fa, montato cavi e reti paramassi, accompagnato e messo in sicurezza geologi che le studiavano. Catalogato non so più quanti massi pericolanti per le opere di consolidamento, ancora fino al 2000.
Quando la valle si stufa di salire sbocca nella conca di Prali, coronata dalle sue creste imbiancate, che accoglie in grembo la Prali Ski Area. Qui negli anni ’90 il compianto Luca Prochet, che già era Guida Alpina, organizzava settimane bianche per le scuole, e mi aiutava ad allenarmi per le selezioni da Guida Alpina, scontandomi quantità industriali di giornalieri per le mie povere tasche di allora.
Ma siamo ad oggi, ora e qui. Arrivo sul piazzale presto, ho caricato la scheda del giornaliero ieri da casa, e vado direttamente alla seggiovia. Oggi non c’è coda, come l’avevo trovata alle feste di Natale, ma ci stava. La cosa che più apprezzo, anche se trovo code, è che qui assai di rado ci si imbatte negli esauriti, poveri sclerati pronti a ogni battaglia per guadagnare un centimetro in più nella coda. Sarà il posto, l’aria, o il fatto che pagare cifre umane per i servizi ricevuti mette le persone in atteggiamento più sereno, addirittura parlando amichevolmente con perfetti sconosciuti.
Ormai sono “Guida Alpina Emerita” (ovvero in pensione), ma è facile incrociare qui qualche collega attivo con clienti, in caccia di fuoripista che non mancano. Magari incrociando la traccia di Sandro Paschetto, Guida Alpina a tutto tondo very local, che pur spaziando l’intero arco alpino ed oltre resta legatissimo alla “sua” Prali.
Ma oggi incrocio il buon Beuchod con cliente al seguito. Ci chiacchiero poco, giusto il tempo per qualche foto: oggi vado di gamba!! E di gamba si va a manetta fino alle 14:30, ora di toast e caffè alla mitica Capannina. Visto che non ci crederete ho allegato lo scontrino, ma qui un toast bollente e ben farcito è ancora servito a € 3,50, incredibile ma vero, per ripartire in bolla fino a chiusura.
Questo posto, attrezzature incluse e questa gente andrebbe dichiarata specie protetta e salvaguardata. Con il mio miglior grazie a Prali tutta, a partire dai gattisti magici. Tenete duro, e speriamo vi permettano di restare sempre la bella gente che siete.
Viva!!