Basta un niente a distrarmi, una preoccupazione, una discussione magari con qualcuno che stimo. Fortunatamente a questo punto sempre capita qualcosa, qualcosa di duro o spiacevole ma provvidenziale che mi riporta al punto. Che mi fa ricordare chi sono, cosa voglio, come, dove ecc....
E' incredibile come fattori che so (ed ho sempre saputo) essere vuoti quando perseguiti non a modo mio (successo, fortuna economica, consenso sociale ecc...) siano sempre pronti lì, dietro l'angolo, a sviare dal loro vero significato: SUCCESSO in quello che fai perché ti ci riconosci, FORTUNA ECONOMICA cioè avere quanto basta alle esigenze correnti, CONSENSO cioè che sia riconosciuto e apprezzato CHI sei e COSA fai, nel COME e nel DOVE lo fai
Poi arriva un pensiero, una decisione, e di colpo ogni cosa si chiarisce, ogni tassello torna al suo posto. Eppure per quanto fosse bella, per quanto io stia bene IN MONTAGNA (e basta il pensiero di esserci tornato perché anni di pressione e sudore mi si sciolgono addosso come neve al sole, come sabbia e terra e segatura dopo il lavoro che scivolano via sotto una cascata GELATA, o come il sudore dopo una corsa sciacquato dalla testa messa sotto alla fontana) dalla montagna ero scappato a gambe levate
Se un solo pensiero, una sola sensazione cambia il colore delle giornate, le schiarisce e tonifica e rende di nuovo sensate allora come mai ho aspettato così tanto? Per un senso del dovere ed in omaggio ad un lavoro per CHI?
Avevo cambiato vita e mondo perché ero stufo di tribolare per i soldi, ho scelto di crescere ed evolvere in mondi e modi nuovi per non tribolare più con i soldi. Ma se la vita ed il destino ti rincorrono ovunque, ed ovunque riportano a martello lo stesso copione allora che almeno sia il mio campo di battaglia, il mio gioco nel posto e nei posti e per i posti che più amo ed ho sempre amato, da morire
SUI MONTI
Sui miei monti. Fra la mia gente. Che conosco, che mi piace, che stimo accetto e capisco per quello che è. Posti dove vale la pena di lavorare senza SE e senza MA. E se anche ho scritto in passato che facevo meno compromessi con un altro mestiere, e mi godevo di più la montagna facendo un lavoro da un'altra parte (scrivendo peraltro in quel momento la sacrosanta VERITÀ), allora è necessario FARLA FINITA CON I COMPROMESSI.
TUTTO QUA
Se il lavoro, se le situazioni si incrinano e richiedono troppi compromessi BASTA NON FARLI, tanto se deve saltare il coperchio SALTA LO STESSO! In montagna come da qualsiasi altra parte, solo che "altra parte" è infinitamente meno bella.
Povero Luca, povero compagno di lavoro e di vita morto sui monti. Con una famiglia bella quanto lui. Vissuto comunque a modo suo, con tutte le contraddizioni del caso, e sui suoi monti.
Io sono ancora vivo. Con una famiglia più bella di me, e sono di nuovo sui monti. Con la famiglia a valle, e questo pesa. Tuttavia la famiglia rema con me, e non è privilegio da poco.
Ogni volta che mi alzo al mattino, che guardo fuori dalla finestra, che sento il respiro cadenzato del cliente sulla mia traccia i miei monti sono li intorno, più belli e sempre nuovi ogni giorno che passa.
Che volere di più?
(Vaabbeeh! ...ce ne sarebbe, ma lasciatemi finire così!!!)
... Dimenticavo:: AMEN!
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