Chi si è trasferito all'estero seguendo una buona occasione, un modo per qualificarsi e crescere, OVVIAMENTE l'ha fatto perché non aveva lo stesso in Italia, perché non si trovava bene in Italia, perché gli Italiani gli avevano rotto le palle ed alla prima buona occasione se n'è andato, o perché ha intravisto grazie alla sua intelligenza ed al suo intuito la via senza ritorno di un popolo viziato, chiatto, capriccioso, più furbo che intelligente, più aggressivo che bellicoso, più esibizionista che sensuale o virile, perché ha trovato insomma altrove, fra gente diversa, una realizzazione delle sue aspirazioni, del suo ideale di vita e di valori che qui non ha trovato, o non trovava più
Ha iniziato in tempi non sospetti un percorso per scrollarsi di dosso la puzza di spaghetti e di pizza, di neomelodici, di gloriose PMI e si è magari aggirato curioso in cerca di una Wiener Schnitzel per pranzare dopo una giornata di lavoro, probabilmente passata fra gente meno imbarazzante di un branco da Bar Sport. Dovessi dire che sono lieto di non essermi trasferito in Francia quando molti miei colleghi l'han fatto direi una balla
POI... succede questo:
Da casa mia, che è a Torino, magari al termine di una giornata bella tesa mi gira di andare a correre lungo il PO nel Parco della Colletta
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| Torino Parco della Colletta |
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| Monte Avic La Voella |
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| Langhe |
Se non ho voglia di andare fra le Langhe sempre in meno di 2 ore di auto raggiungo la Liguria, e galleggiando ben lontano da spiagge attrezzate mi godo scogliere e calanchi, bassi monti dirupati e selvaggi da arrampicare o fra cui camminare, ben contento che il gioioso stormo del buon appetito, troppo intento a farsi grassare per rincorrere le mode del momento, sia così preso da paresi agli arti inferiori da non considerare nemmeno quanto mondo ci sia a 300 mt dall'auto
Mi sento in un paese, in un posto, meraviglioso e (credendoci) benedetto da Dio. Purtroppo zeppo di Italiani (nessuno luogo è perfetto) che all'80% mi stanno sull'anima. All' 80% e NON al 100%
POI... mi dico che sono un folle, che dovrei monocordemente ripetermi che l'unica via di crescita per me e la mia famiglia sia lasciare la barca Italia che affonda, vendere purché sia, cercare una collocazione estera consona a me ed a loro e qui venirci solo in vacanza. Più lo penso e meno lo sento come esigenza. Già 7 anni fa ho fatto cambi importanti, ed ora non le stesse difficoltà ma gli stessi problemi con divisa diversa vorranno una soluzione (che troverò). Dovrò usare le mie qualifiche, la mia struttura mentale nuova e vecchia, la mia capacità e POI... si vedrà
Questo cosa vuol dire? Vuol dire che TU sei sempre, dovunque, in qualunque maniera solo TU
Che se non riuscirò a dare un senso compiuto a quello che sto facendo ed ho fatto qui difficilmente ci riuscirò da un'altra parte
E' vero, sacrosantamente vero che la formazione pubblica in Italia fa pena, orpellata com'è di insegnanti da operetta e sistemi educativi che hanno fatto del livellamento al basso una regola. Zavorra di un paese che si crede di inventori, e che per brevetti sta nella seconda metà della classifica fra 27 partners europei, guidata da Svezia, Danimarca, Germania e Finlandia.
POI... ti ritrovi qualche personaggio speciale, ritrovi nella formazione delle tue figlie la traccia di una costruzione di capacità e rigore che (pur facendole sembrare dei marziani) pensavi non avresti più rivisto
POI... avviene un altro fatto sconcertante, e lo stesso rigore, la stessa capacità, la vedi in qualche amica/o di tua figlia. O nei figli di qualche tuo buon amico, o nei figli di qualche personaggio bello e determinato. Dove l'hanno imparato? Bella domanda
Nel momento formativo più importante hanno recepito qualcosa, qualcosa che sarà loro e solo loro a prescindere da tutto. Un mix di SCUOLA/FAMIGLIA/AMICI che gli ha dato qualcosa. Gli ha dato e gli darà la capacità e la possibilità di affacciarsi ovunque nel mondo. Opportunità che, grazie a solida cultura anche ma non solo linguistica, potranno seguire
In altri paesi o in questo, faranno quello che vorranno e che potranno
Non ho e non vedo nessuna garanzia che quello che è sicuro ora, in Germania Francia Svezia Inghilterra America Russia o altro, lo sia ancora fra 1/2/3/4/10 ..... anni
Non vedo più paesi dei balocchi all'orizzonte. Cambiare ORA per chi sta bene ed a torto o a ragione, per merito o per fortuna, ha ottenuto una posizione ed è riuscito a dare una formazione davvero globale ai propri rampolli non lo vedo un vantaggio, quand'anche di queste posizioni si perdesse il 30/40/50/80 %
Perché sono ricchissimo? No, perché sono sommamente adattabile, e non avete nemmeno idea di quello a cui si possa rinunciare in termini di oggettistica, possesso, beni materiali se DAVVERO si ha uno scopo e lo si vuole raggiungere
SE l'obbiettivo E' DAVVERO di dare un FUTURO alla propria famiglia è necessario essere/diventare tappeto elastico
Il tappeto elastico è una struttura essenziale, serve ad essere calpestato ed a restituire energia quando ci si rimbalza sopra, consente all'atleta perfetto di esibirsi al pubblico in tutte le sue capacità. Va usato in perfetta tempistica di restituzione di spinta, se no non serve a nulla ed insacca caviglie e ginocchia. Non ha bisogno di NULLA oltre ad una solida base ed elastica e sana struttura. QUALSIASI altra cosa è un di più inutile e perciò dannoso
IO ho solide basi, quando corro i 15 km sotto 1°1'45" mi sento l'uomo più appagato della terra e per farlo mi bastano piedi gambe ed un paio di scarpe prese da DECATHLON a 45€ già 2 anni fa. Con in più lo ammetto un peccato d'orgoglio a cui, questo si, non so rinunciare: una frase che sempre più spesso mi riempie la testa
MEGLIO COMANDARE ALL'INFERNO CHE SERVIRE IN PARADISO
TA TA TA TUUUUUM rullo di tamburi finale




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