martedì 19 giugno 2012

CASO

Il caso non esiste

Perché nasce questa affermazione? Ovviamente non è dimostrabile. Nasce dal bisogno di spiegare, di trovare un perché, un fine, alla storia che si sta vivendo. Nasce dal rifiuto di banalizzare la propria vita se non si pensasse di rientrare in un disegno superiore, quand'anche negativo. Il perché guida e orienta ogni azione. La forza  del perché motiva e determina.
Senza un perché tutto si svuota.

Così in questa costruzione illusoria che chiamo Karma, Caso, Destino vivo vite errabonde in cui cerco di mettere paletti direttivi, tracciare percorsi. Quando tuttavia mi giro indietro, e sempre meno provo l'impulso di spiegare ciò che è avvenuto, vedo una girandola di azioni volti situazioni il cui senso sempre più mi sfugge. I ricordi non sono sbiaditi, hanno solo perso consistenza ed incisività. Sembrano appartenere ad un altro, e nel ripercorrerli svestiti del fascino dell'avventura e delle emozioni anche forti che li hanno caratterizzati sembrano immagini di un vecchio e distratto film

... e allora? Allora nulla. Nel sovrapporsi o nel semplice sfilare di avvenimenti, accadimenti ed emozioni il senso reale dell'insieme trova un unico e concreto fine. Molto concreto, poco pindarico e legato al quotidiano: il mantenimento della vita propria e dei propri cari su binari di benessere (non solo, ma fortemente, economico) ambito e cercato. Provando a non lasciare per strada gioia, allegria, la capacità di godere ed apprezzare ciò che si ha. Cercando di non farsi avvelenare dalla paura.

Così mentre le comiche casualità della vita, divertendosi a pensare di essere cicliche, distribuiscono lungo i percorsi le porte di occasioni vere o apparenti uso una quantità enorme di energia per fare la cernita. Quanta parte ha la fortuna (ovvero la casuale consecutio di scelte che si aggancia a qualcosa di vantaggioso o no) in tutto ciò? Volevo questa risposta: 50%. Volevo fortemente pensare che, mediante i mezzi sotto il mio controllo e cioè lavoro/capacità/costanza/resistenza alla fatica fisica e mentale/lucida e spietata analisi delle scelte e degli errori, avrei avuto la possibilità di dirigere la rotta

Tutti questi mezzi servono solo a parare i colpi, sono una pesante armatura che fa sopravvivere quando piovono sassi e anche se "... sopravvivere è già molto ..." non è certo frase farlocca, è ben lontana dall'appagare. Portare questa armatura è necessario, ed ora che la pioggia di sassi è in pieno svolgimento anche pensare ad un cambio con altra più leggera o di modello migliore non è cosa buona

Temporeggiare? Forse...... Correre? Bah....... con addosso l'armatura? Naaaaaaaah ......   Correre dove poi? Non è bello confidare nella fortuna ma così è


Spero l'armatura regga sino alla fine della pioggia........ massì non può piovere per sempre

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