" Esistono posti selvaggi che il nostro generoso Piemonte ci regala un po' dappertutto
Lo sapete che vicinissimo a Torino avete un Parco dove in pieno Ferragosto, dopo neanche 2 ore di marcia, incontrate forse 4 persone? ..... eh già!
Si chiama Parco Orsiera Rocciavré, e la sua lontananza dal confine francese lo relega ad esser fruito prevalentemente da italiani, che come è noto camminano pochissimo e comunque quando lo fanno vanno in posti noti. Come ho detto camminano pochissimo, 99 su 100 si fermano a mangiare nei rifugi che qui sono strategicamente all'imbocco delle vallette d'accesso più o meno ad 1 ora dai parcheggi, così la montagna deserta (o quasi) è TUTTA VOSTRA
Certo i sentieri, anche se abbastanza segnalati, richiedono attenzione soprattutto in caso di nebbia. Comunque un pedaggio al fatto che ci si muove nella condizione privilegiata della montagna solitaria va pagato
Una bella gitarella ad esempio è la salita alla Punta Pian Paris mt 2738
A me piace un sacco farla diventare un giro impegnativo, e la uso per testare le gambe e capire se ho azzeccato gli allenamenti a secco di corse lungo il Po
Così al mattino presto lascio la macchina alla Fraz. Adret mt 1142 ed inizio la risalita del vallone del Gravio fino al Rif. GEAT mt 1390. Qui attraverso il ponte sul torrente e mi sposto sulla destra orografica del vallone, continuando a salire fino ai 1670 mt di Pian Mustione. Dal rifugio in su il bosco è incolto, ed il sentiero nei prati sopra al bosco quasi sparisce fra la vegetazione. Salgo da qui perché nella vegetazione alta di questo versante sono poco o nulle le ortiche, e se siete in calzoncini può fare la differenza
Uscire a Pian Mustione fa sempre un bell'effetto, e se avete la fortuna di beccare una bella fioritura è ancora meglio. Salendo sulla destra orografica siete già sbucati sul lato giusto del pianoro, un po' d'attenzione nel pascolo per non perdere la traccia è utile, senza esagerare conviene sempre prendere quota puntando in diagonale alla vostra sx verso il fondo del vallone: se restate alti anche se avete perso la traccia prima o poi il sentiero lo incrociate. A metà del vallone il sentiero torna ben evidente, ed una serie di ripidi tornanti vi fanno arrivare ai 1920 mt del Lago Rosso (da qualche parte segnato anche come Lago di Lo o Lago di Pian Cavalle)
Qui è già bello selvaggio vero? D'accordo c'è qualche vacca, ma se è il 15 di Agosto e non siete tanto sfigati da beccare la gita sociale del CAI di TOKYO che si sono persi cercando la Valle d'Aosta, quando ci trovate 8 persone (guardiaparco esclusi che tanto non si fanno vedere perché vi stanno binocolando) avete già stabilito un record
Non vi resta che guadagnare il fondo della valle e traversare il torrente. I bastoncini tornano assai utili se fosse gonfio d'acqua, perché non c'è nessun ponte e si guada fra i sassi: qui di nuovo un po' di attenzione, perché appena guadato conviene mettersi subito su un sentiero profondo che dopo qualche curva punta salendo in diagonale alla vostra sx. La diagonale ascendente a sx vi fa guadagnare quota e raggiungete un bivio, abbastanza segnalato: noi dobbiamo GIRARE ALLA NOSTRA DX sempre salendo in direzione di Pian Cavalle, perché continuando a sx si va verso il sentiero che porta al Colle del Vento, o alle gite verso il Rocciavré che a noi oggi non interessano
L'alpeggio di Pian cavalle è appena sopra al lago, ma per la nostra gita lo vediamo solo: a meta del piano c'è la biforcazione che deviando alla nostra sx ci porta verso il vallone dalla Malanotte. Attenzione a seguire i segnavia, ci fanno innalzare sul bordo del grande bacino della pietraia di Cassafrera e raggiungiamo l'imbocco del Vallone della Malanotte, che porta all'omonimo colle dominato a sx dalla omonima punta
Colpisce il silenzio. Siamo in uno dei tanti angoli privilegiati di questo parco, schermato dalle creste dirupate contro i rumori di fondovalle. Sembra di essere in un angolo remoto.
Guardando verso ovest/sud ovest vediamo il vallone che scende verso il Rifugio delle Selleries, ed il sentiero che invece a mezzacosta, decisamente verso ovest, si porta verso il Colle del Sabbione. Lo seguiremo per un centinaio di metri, ma appena accennerà a scendere lo abbandoneremo. Ora stiamo salendo a zig zag il ripido pendio che ci porterà alla cima, proprio sopra di noi.
C'é una croce di ferro, insieme ad una vista mozza fiato che nei giorni migliori può spaziare fino al Monviso. Quest'anno ho beccato nebbia, ma in altri momenti no come vedete.......
| ... laggiù lontano lontano vi saluta il re di pietra ... |
Questo tuttavia non ci rovinerà la giornata, e girati i buoi iniziamo a scendere più o meno da dove siamo saliti. Guadagnato nuovamente il sentiero a me piace continuare la gita scendendo verso il Vallone del Rio Gerardo, ovvero non tornare al Colle di Malanotte ma raggiungere il Colle del Sabbione e scendere verso i Rifugi Toesca e Amprimo. Ometti e segnavia a cui prestare sempre attenzione ci accompagneranno sino a disturbare i camosci che stazionano spesso all'alpeggio di Balmerotto. Sono state finora le sole presenze mammifere incrociate, e mi sa che fino al Toesca non sarà diverso.
Lasciati alle spalle Alpeggio Balmarotto, rifugio Toesca e alpeggio Balmetta un vociare che quasi stupisce ci informa che stiamo avvicinandoci al Rifugio Amprimo al Pian Cervetto. L'ampia spianata verde punteggiata di famigliole ci ricorda che dopotutto siamo in Agosto, che diamine! Mi concedo un buon caffè, e con calma mi avvio lungo il Sentiero dei Franchi che è la via migliore per tornare all'Adret (non è così breve da fare come scriverlo ma tant'è, ne vale sempre la pena) "
Nessun commento:
Posta un commento