sabato 12 gennaio 2013

2012 e ciao a Patrik Edlinger

Quando si vuole scrivere per fermare sulla carta qualcosa, una immagine, si fa un atto che attiene alla memoria. O meglio ad una volontà di memoria. Quindi quando scrivo mi immagino nell'atto futuro di leggermi, di riprovare in modo fortuito  o cercato le sensazioni che in un dato attimo mi hanno preso

Così oggi parlerò di morte, di morte che si mangia le leggende, di morte che si mangia le leggende che mi sono passate vicino
Già una volta ho scritto di morte nel post Il diritto di rischiare , anche se il personaggio in questione mi era molto meno vicino, e la sua morte mi colpiva in  modo emotivo ma molto meno fisico
Quindi parlo della morte di Patrick Edlinger avvenuta il 16 Novembre del 2012.
Non ho voglia di raccontarvi chi fosse e non lo farò. Lascio al link sul suo nome il fardello di farlo
Ma un giusto paragone sarebbe come dire che se Harry Potter fosse un personaggio reale e le sue arti magiche e vita avventurosa storia tangibile vissuta, ve ne comunicassero la morte per lo scoppio di una bottiglia di Coca Cola, o che Hulk Hogan preso a schiaffi da una bimba di 6 anni fosse morto per rottura della cervicale

Chi ha 55 anni come me ed arrampica/ha arrampicato sa di cosa parlo, e che cosa si può provare quando Re Artù muore strozzato da uno stuzzicadenti
Qualunque Dio esista, che ringrazio per la mia anima invincibile, deve essere egoista e patire di solitudine. Chiama a se persone incredibili, giovani o vecchie non importa purché speciali, e tante troppe negli ultimi 6 mesi

A noi lascia i Napolitano Berlusconi Monti Casini Scilipoti Formigoni ecc.... a strozzarci di caos e rumore ............ che vivranno highlander in eterno. Chi mai vorrebbe portarseli accanto? Perché dovrebbe volerli con se un Dio che tutto può? Forse per ricordasi che anche Lui può sbagliare o che dovrebbe custodire meglio le sue collezioni di Gormiti senza animarle?

Patrick ha dato un senso alla vita di altri, è stato un pezzo della vita di altri. Un pezzo di lui cammina dentro a tantissime persone e non morirà mai. La sorte ha scelto per lui una morte banale, e comunque prematura. Sempre di morte si parla e si tratta, non ha un rimedio: banale o gloriosa che sia
E allora?
Allora noi che restiamo godiamo della gioia di quello che abbiamo, della vita che viviamo, dei lampi negli occhi dei figli per chi ha il privilegio di averli e saperli vedere

Il passato importa poco, ma conta ogni attimo in cui il sublime ci è passato vicino e soprattutto siamo stati capaci di viverlo e goderlo. Il sublime può essere sempre ed in qualunque momento, basta tenere gli occhi aperti per coglierlo. Le persone che ne sono un tramite non moriranno mai. Quello che sono state capaci di fare e di trasmettere, per sorte o volontà, non morirà MAI

Si trasmetterà da persona a persona, da padri a figli anche in chi non se ne renderà conto. Ogni volta che un padre riuscirà a trasmettere la sensazione che chiunque può volare, con o senza il parapendio





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