Forse è vero che la peggiore delle democrazie è sempre meglio che la migliore delle dittature.
Tuttavia quando la democrazia si trasforma in dittatura della mediocrità tutto il palinsesto di pseudo valori ed imposizioni che si trascina appresso, di una banalità e scontatezza davvero imbarazzanti a fronte del nulla che tenta di rappresentare e tutelare, non fanno altro che muovere e giustificare il peggio di ognuno.
Il “...io speriamo che me la cavo...” è il minimo. L'assenza totale di prospettive di gggiovani nati in famiglie con padri e madri generati da chi aveva come obbiettivo “...dovrai avere tutto ciò che non ho avuto io...” origina dal vuoto di chi li ha messi al mondo. NON dalla crisi.
Al massimo la crisi mette gli accenti, ma è pazzesco quanti quattrini possano uscire dalle tasche di “quelli che non arrivano a fine mese” (video slot, azzardo on line, tabaccherie, bar, pusher e mignotte lo sanno benone)
Ma il primo dovere che ha chi mette al mondo qualcuno, a parte lo schizzo o l'ovulazione di rito con o senza orgasmo, è dargli CAPACITA'. CAPACITA' e TEMPO. Poi anche ovviamente (se ci riesce) benessere e oggetti, oltre ad un tetto e del cibo, ma DEVE dare CAPACITA' e TEMPO.
E' la sola cosa che da un senso e trasmette al mondo come messaggio, nel bene e nel male, il risultato dell'accoppiamento fortuito o meno che si ha avuto. SE trasmette CAPACITA' trasmetterà struttura mentale, adattabilità, gioia del conoscere e dell'applicare, gioia di vivere.
SE non lo fa produrrà poveri esseri, magari colti e/o pieni di oggetti ma destrutturati, pieni della più bieca autocommiserazione, ciechi e violenti in quanto ciechi, e stupidi in quanto violenti, e pieni di paura.
Paura che affoga la speranza, paura di perdere uno status, paura di perdere una persona, paura di affrontare una scelta, paura di iniziare una giornata, paura di muoversi, ed è lì pronto lo schermo di un computer per illudersi di essere “andati” chissà dove o di “comunicare”. E' l'unico caso in cui la grandiosità del web diventa nocumento, tazza di sonnifero e non più cassa di risonanza. Oppure diventa cassa di “ridondanza” per far gonfiare ancora di più il tacchino arrabbiato, che non si accorge che sta arrivando il giorno del ringraziamento.
Posso prevedere l'ottanta per cento di quello che mi dirà la gente quando chiacchera tanto per dare aria ai denti, scrivere la sceneggiatura di più di metà delle scene che avverranno nei nuovi contatti “umani”. Non ancora di tutte.
Su tutto impera il “Perché lo fanno? Perché si può” : a te giocare le carte in modo che NON si possa se non a tuo vantaggio. Questo è male? No di per se, è solo MOSTRUOSAMENTE ovvio e banale, MI da la nausea. MI obbliga a vivere di calcolo, e se anche ben mi viene dopo un po' m'annoia.
Sia quando vinco che quando perdo. Tuttavia ho nei FIGLI o meglio nelle mie due figliole le più grandi soddisfazioni: perché pur studiando la grande per dire rifà camere e stura cessi d'estate per pagarsi le vacanze, o la patente, visto che potendo farlo ancora casa-cibo-studi-oggetti primari li passiamo NOI, ma la grande potrebbe GIA' mantenersi vita e studi, certo molto ma molto più modestamente, da se.
Certo lo potrebbe fare grazie alla rete di contatti e conoscenze mutuati da NOI. MA non avete idea (o meglio spero l'abbiate avuta) di come ci si senta quando un amico che ha fatto lavorare la vostra figliola, voi presenti, dica : “...ti avevo fatto lavorare perché sei figlia del bruttovecchiocattivo, da ora in poi vieni quando vuoi. Un posto per te ci sarà sempre anche se tuo padre non vuole”
Perché questo è il fatto. Forse meno di un tempo ma C'E' lavoro, non dappertutto certo. Ma c'è per gente che VOGLIA LAVORARE, abbia la possibilità di spostarsi, tirare la carretta e non rompere le palle per fesserie, perché nessuno (quand'anche amico) farà mai lavorare in piccole realtà dei parassiti solo perché urlano forte “...Abbia-mo diritto! Abbia-mo diritto! Abbia-mo diritto!!!...” per il semplice fatto che non se lo può permettere.
Il SOLO diritto che esiste è quello di avere la VOLONTA' di migliorare e crescere, senza autocommiserazione, senza COMPROMESSI, OVUNQUE nel mondo sia possibile farlo.
Io e mia moglie siamo due cinquantenni banali.
Io da qualche anno agente di commercio, con qualifiche professionali ed esperienze lavorative in vari settori.
Mia moglie laureta e ora dipendente presso una importante azienda: laurea ottenuta da studente lavoratore perché proveniente da famiglia povera, padre muratore monoreddito con moglie casalinga e 4 figli, affittuari alloggiati in monocamera e separé a lenzuola + cesso sul ballatoio perché QUESTE erano le realtà di molti operai in quegli anni (stiamo poi parlando di 30/40 anni fa, non di secoli).
Quello che abbiamo cercato di dare sono STRUTTURE MENTALI e GIOIA DI VIVERE, ovvero i mezzi più necessari in assoluto per cavarsela. Video fesserie all'osso, telefoninini alle figliole da pochi euro che fanno il telefono e basta. Atteggiamento talebano? Forse
E' così difficile il concetto fondamentale che se perdi la fiducia di migliorare te stesso hai perso ogni possibilità di migliorare qualcos'altro?
Come pensi di crescere anche economicamente se l'unico modo che hai per affermare il possesso su qualcosa è distruggerlo o pisciarci sopra (poi fotografarlo e postarlo su youtube)? Gli animali in natura spargono i propri liquidi biologici come segnali e per delimitare zone di influenza. E' questa la finalità? Okkupare una villa e sedersi orgogliosamente sulla pila di escrementi deposta sul tetto semidistrutto?
O mollare spazzatura in un bosco ad un passo dall'auto, buttando “l'anccuria” nel fosso a bordo strada al fresco mentre ti lamenti “...che non arrivi a fine mese...”?
CONGRATULAZIONI!!
Sto divagando....
Il post tratta di SPERANZA, di proiezioni fattibili in un futuro che non ha tinte leggere.
Ovviamente non ho sfere di cristallo, ma vedere crescere le figliole, ed in effetti anche giovani qua e la anche se non molti, fuori dal coro mi da fiducia. Mi da speranza. Mi giustifica la noia di sopportare qualche balordo: anche SE saranno mosche bianche, avranno strutture mentali adeguate a sopravvivere e tramandare speranza, e anche gioia di vivere.
E' la sola cosa che conta.
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