venerdì 18 novembre 2011

Il diritto di rischiare

Ho scritto queste righe all'indomani dell'incidente di Simoncelli, ma decisi al tempo di non pubblicarle subito. Devo dire che mi urta il peana mediatico del SUBITO DOPO, preferisco ricordare a posteriori. Magari a sipari calati. E quello che scrivo e penso potrebbe valere ogni volta che qualcuno, pur nella massima capacità d'espressione di un gesto tecnico, di uno sport, si spinge al limite e commette uno sbaglio e muore.
E' tragico per chi lo amava e resta. E' doloroso per chi lo ammirava, lo stimava, gli voleva bene od era solo affezionato e resta. Va male per i vari sponsor che gli permettevano, guadagnandoci, di vivere in toto la sua passione, o per chi a vario titolo aveva investito su di lui.

MA NON PER LUI. Lui non c'è più e non sente più nulla
Escludendo i pazzi, i tossici e gli ubriachi CHI E' CHE VIVE AL LIMITE? Chi decide anche solo per pochi secondi, di ESSERE e di toccare il limite? Soltanto gli artisti. Può un artista scegliere di non esserlo? No, non può. Chi è un artista? E' una persona per dono o fardello sempre inappagata. E' una persona che, per dono o fardello, nasce con una violenta e appassionante tensione a superare i limiti, a lanciarsi in nuovi mondi, a ridisegnare questo, a dilatare le proprie capacità: senza limiti e senza confini. A volte o spesso senza calcoli. I grandi campioni, musicisti, pugili,scrittori, corridori, pittori, esploratori, scalatori... l'elenco può andare avanti all'infinito.

SE sono davvero grandi, SE davvero sono tali, allora DEVONO essere anche egoisti, perché NULLA può essere più grande del loro desiderio di appagamento nell'eccellenza. E questo è vero anche se sono di animo buono ed indole gioiosa. Potrei dire soprattutto se sono così, perché inevitabilmente si circonderanno di persone che li amano, di famiglia e di amici veri, che soffriranno tantissimo SE commettendo un errore al limite moriranno.

SE NON SONO COSI' allora nella migliore delle ipotesi sono dei valentissimi artigiani, nati senza il dono/fardello di capacità spettacolari unite alla tensione verso il limite. Nella peggiore delle ipotesi sono invece dei millantatori banfoni, che ostentano rischi farlocchi ed a volte per sfiga incappano in un rischio vero (raramente).
Tuttavia chi gioca una partita pericolosa sa di rischiare, e deve sacrosantamente essere libero di poterlo fare. Senza fardelli, impedimenti ed anche certo senza ripensamenti, o forzosi coinvolgimenti di poveri diavoli che di rischiare non hanno magari voglia alcuna.

Perchè la vita è meravigliosa, ma può diventare un inferno in terra se non la viviamo seguendo gli istinti ed i valori che, singolarmente per ognuno di noi nella sua diversità, riempiono e permeano il nostro essere fin dalla nascita: come l'acqua riempie una spugna nel mare. Quando (in inevitabili momenti) la summa di tante piccole rinunce, sconfitte, compromessi, piccoli mali fatti o subiti chiede il conto, tanto da far provare se non un rimpianto pieno almeno un malessere vago, diffuso, rancoroso, allora se la vita non ha seguito i NOSTRI binari può diventare pesante fardello. Vanificarsi. Perdere di senso.

Così la tensione alla grandezza non può essere imbrigliata. Se può essere imbrigliata allora vuol dire che (per sfortuna/fortuna) non c'era nel proprio sacco tutto quello che un artista ha. L'artista più di ogni altra cosa nell'universo fugge dal vuoto. Non può concepire il vuoto.  Se il vuoto lo raggiunge, se il nulla lo prende, muore: spesso di sua mano e malissimo, come una pianta a cui a poco a poco si secca il terreno.

Per questo ed in questo senso ogni artista è (deve essere anche inconsciamente) un egoista: per sopravvivenza. Per interpretare e rappresentare, prima a se stesso poi al resto del mondo, la sublimazione dell'eccellenza a cui tutti tendiamo e vorremmo raggiungere, mentre a lui per fortuna/fardello è arrivata in sorte.

Ebbene deve e dovrà sempre essere possibile, per chiunque, poter scegliere la propria via. Quand'anche incomprensibile ai più. Libertà intoccabile e non immolabile sull'altare della sicurezza obbligatoria ad ogni costo, o della difesa ad oltranza di una vita che privata della sua vera essenza diventerebbe fardello.
Senza ostentato nichilismo ma piena coscienza di cosa si è, e soprattutto cosa si vuole.

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