mercoledì 16 maggio 2012

AUT isti AUTO

Percorrendo molti chilometri in macchina si ha la possibilità di imbattersi in personalità svariate, che negli stili di guida estrinsecano le loro peculiarità. Lo studio antropologico che ne deriva disegna una razza che conferma, ce ne fosse bisogno, comportamenti irrazionali, nella migliore delle ipotesi costosi, in tutte le altre insulsi e pericolosi. Questo è dovuto al fatto che spostarsi, azione che le auto agevolano e dovrebbe seguire la linea del massimo risultato con il minimo di sforzo, darviniana memoria, in un popolo dal sedere troppo pieno si orna di tutta una serie di significati e sensazioni legate alle emozioni, che nei più supera il mero utilizzo ed entra nella dimensione del gioco

Qui si impone di definire il concetto di gioco. Perché un branco di cani rinselvatichiti che han preso la via della montagna da abbandono estivo è più dannoso e pericoloso del classico branco di lupi? Perché i lupi, da bravi selvatici quali sono, uccidono per nutrirsi ovvero per mangiare, e lo fanno con il minimo di sforzo ottimizzato visto che il cibo è magari scarso e più si sbattono più gli vien fame. Nessuno gli ha mai dato più cibo di quello che gli serve, così vivono in un istintivo senso di economia che chiameremo darviniano (sono sopravvissuti grazie a questo, la loro selezione naturale li ha resi così). I cani no, se li hanno abbandonati erano cani coabitanti con umani, il cibo è sempre stato abbondante e soprattutto giocavano. Giocavano con il padrone/a, il padroncino/a facendo una azione gratuita non finalizzata a nulla se non piacere e divertimento. Così un branco di cani rinselvatichiti può far correre per gioco un gragge di 100 pecore su di un crinale sino a spingerle nel precipizio per gioco, anche restando senza cibo dopo. Definisco quindi GIOCO ai fini di questo post una azione o comportamento finalizzata a provare una emozione o sensazione non strettamente, o assai raramente, correlata ad una utilità pratica. Vediamo qualche giocatore: 
PENE/SURROGHI che utilizzano l'auto come un'estensione del proprio pene o come un suo surrogato e la pacioccano e titillano continuamente: attaccano e staccano la radio, alzano e abbassano il finestrino, controllano la chiusura del cruscotto, si guardano allo specchio, parlano e/o messaggiano al cellulare, insomma hanno la necessità di agitarsi e toccare qualcosa mentre vanno. Come un bimbetto che ha scoperto una funzione nuova, tutta da esplorare. Si caratterizzano per andature irregolari, piccoli sbandamenti, accelerazioni o inchiodatine ad minchiam. Se avete il privilegio di osservarli da terga, in zona parzialmente sicura, noterete a tratti la sparizione della testa chinata repentinamente a raccogliere qualcosa sul tappetino appena caduta, che so la penna con cui stavano prendendo appunti acrobatici su carta da formaggio appoggiata fra la coscia e la cloche del cambio, telefonino ancorato fra spalla e orecchio, con conseguente svarione destro/sinistro degno di un parlamentare professionista
Gente pericolosissima, se individuata da starne MOOOLTO alla larga. Catturarne l'attenzione con sonoro colpo di clacson serve a poco, all'istante ne consegue sbandatina seguita da ampi gesti teatrali prettamente latini di cui le mani a carciofo sono il meno. Esterrefatti dalla vostra arroganza, mentre li superate lasciano il volante per applaudire dimenticando che la vettura ha la convergenza da fare e conseguente brusca sbandata  verso la vostra portiera. Se proprio si devono superare ci vogliono AMPI rettilinei con perfetta visibilità completamente sgombri e possibilmente auto veloci come un missile per portare il tempo di sorpasso ad un valore <=0 : questi guidano come un moscone in salotto, lentissimi magari ma talmente imprevedibili da risultare letali
 
Abbiamo poi i SUCCHIATORI DI TERGA/TARGA, in genere di sesso maschile ma non è detto. Quando siete in condizioni di traffico veloce, 130 km/h esatti, colonna di auto in corsia sorpasso zona tutor Milano -Brescia il SUCCHIATORE si incollerà al vostro paraurti, possibilmente a velocità sostenuta con fondo sdrucciolevole, meglio se in possibili condizioni di nebbia a banchi. Il suo lampeggiare con insistenza, o abbaglianti fissi, è facoltativo ma frequente. Vive nella convinzione di essere la reincarnazione anticipata di Alonso con riflessi migliorati. Pur essendo aderenti al vostro culo come un tanga a quello di una ballerina di lap dance i SUCCHIATORI non svolgono la stessa funzione. Se la cosa gli viene ricordata mostrandogli il dito medio si offendono e vanno in agitazione: accelerano, inchiodano, azzardano manovre suicide/omicide, tentano la destra, tornano a sinistra, insomma ne fanno di tutti i colori
Possono risultare letali se non avete l'accortezza di mantenere una distanza di sicurezza con chi vi precede che tenga conto della distanza necessaria ad avvisarli che state frenando, e che loro vivono ovviamente come offesa ulteriore e  spreco per la loro fretta. Egocentrici suppongono che ogni vostro comportamento sia sotteso a perfidia nei loro confronti  e smagano sino al sorpasso, che in genere conviene agevolare per evitare danni diretti. A volte viene voglia di farli innervosire, specialmente se hanno macchine ridicole/imabarazzanti e molto meno potenti della vostra. Non fatelo. Si innesca la metamorfosi di Hulk dei poveri

Con questi occhi ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: stempiati cinquantenni aggrappati al volante come un passeggero del Titanic alla balaustra di poppa verticalizzata sull'oceano, gli occhi strabuzzati in rapide occhiate laterali d'odio lampeggiante verso di voi che gli volete togliere la balaustra, fronte sudata, nocche bianche per la tensione, motore della Punto GTX Febbraio 2001 che garrisce al nulla la sua disperazione ed ormai galleggiante sull'asfalto nel ricordo di tenuta di strada che rischiano il tutto per tutto: VOGLIONO VINCERE !! Lasciateli andare, fateli contenti, statene alla larga. Il cielo ve ne renderà merito, e quando anche voi sarete in quel di Dio buttate sulla bilancia, che drammaticamente pende verso il castigo, questo atto di misericordia: verrà molto valutato e magari cambierà il giudizio

Così arriviamo ai CRUISE/CONTROL umani. Pensereste che si sia arrivati in zona serena. Vi sbagliate ovviamente. Il cruise control della loro testa è puntato sui 65 km orari, peccato che la loro postazione in quelle condizioni sia SEMPRE in autostrada, corsia di sorpasso se a 2 corsie, corsia centrale se a 3 corsie o in alternativa terza o quarta corsia rispettivamente se autostrada a 4 o 5 corsie. Sempre con nulla o al massimo 1 corsia alla loro sinistra ed il mondo creato a destra da cui stanno ben lontani: il vuoto della sinistra gli è intollerabile, lo devono riempire di loro e del loro fottuto mezzo. Postura ingessata, testa e busto leggermente protesi in avanti, mani rigide rigorosamente al centro volante, sguardo vitreo e affascinato fisso al nastro d'asfalto che hanno davanti, da cui nemmeno li sfiora il pensiero di deviare. Sono in medianica simbiosi, in sublime transfer con la loro corsia e non la mollano più. Intanto intorno a loro si scatena la bagarre: i pene/surroghi li vedono all'ultimo e li sfiorano mani a carciofo, i succhia terga/targhe stanno impazzendo e tentano sorpassi fra loro e pene/surroghi a destra/sinistra/sopra/sotto/ovunque........ e loro NULLA. Li sono e li restano, PUNTO

D'altronde a ben pensarci se stessero nella corsia destra sarebbe peggio: camionisti esasperati al sorpasso selvaggio, furgoni al sorpasso dei camionisti e bisarche che si chiedono ".... ed io perché no?!?!...." in un sabba che  90 su 100 esplode in tamponamenti a catena. Così consci della loro missione i cruise control vanno per la loro strada, e quando guadagnano il casello e dopo il casello la meta possono orgogliosamente raccontare al bar di essere sopravvissuti alla follia collettiva delle autostrade

Perché 65 km orari? Non si sa, forse perché vanno sempre a 40 ed in autostrada vorrai ben andare un po' più forte! Perché, vi chiederete, in autostrada se vanno così piano? Non si sa. Alcuni studi propendevano per l'errore di percorso, ma altri più aggiornati sostengono che l'attrazione verso l'infinito, così propria del genere umano, richiami la loro più intima essenza prepotentemente

Ovviamente nella casistica non posso tralasciare il tamarro, ma su questo ci vorrà un post tutto suo.....

............ TO BE CONTINUED ............

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