giovedì 24 maggio 2012

Morte

Il sonno della ragione genera mostri. Chiama il vuoto, e il VUOTO genera morte
Il tentativo vano di spiegare capire la morte dalla notte dei tempi fa cabalizzare su finalità, destini, sinistre casualità. Ma NON c'è spiegazione, non v'è nulla che regga ad una misurazione o prova sperimentale, non si può spiegare
NULLA
Nulla tranne l'orrore, l'orrore di un attimo e di tutta una vita, se dura, per chi resta. Chi si arroga il diritto di dare la morte? Chi in un momento spegne una vita? Non c'è una risposta a questa domanda, come non c'è un motivo razionale, vero o presunto, che fa scattare in una persona la FOLLIA di voler spegnere una vita, una in particolare od una qualsiasi. C'è solo una polluzione di morte che esplode all'esterno, ciecamente, che si traveste per giustificarsi e magari crede anche nel suo travestimento, ma è una esplosione di nulla, genera dal nulla SEMPRE, esce dal vuoto e chiede vendetta per il solo fatto di esistere

Così nasce un mostro: con un abbandono di freni o peggio, molto peggio, con un ragionamento calcolo voto di fede o di assurdo ideale che supporta, giustifica e perversamente cerca di nobilitare il vuoto, va a riempirlo per un attimo, trascina nella morte chi ha la sventura di incrociarlo

Come si può inattivare un mostro, riconoscere un mostro, difendersi dai mostri? Non si può. Hanno facce, occhi, sesso, vita, fame e gioia come chiunque. Non si possono distinguere perché vestono il loro vuoto, o non sanno di essere mostri. Si può solo cercare di far crescere la ragione e la consapevolezza. Solo questo. Si può solo fare in modo che la sola ragione su cui abbiamo il controllo, la nostra, non si spenga, resista ingorda di se stessa, cresca brillando per noi e gli altri intorno. Impedendo che da rabbia, dolore, sete di vendetta o distorta giustizia nasca altro vuoto, e vada a far nascere altri mostri

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